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Piemonte in prima linea nella lotta contro il Gap. Torino epicentro delle giocate

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Piemonte in prima linea nella lotta contro il Gap. Torino epicentro delle giocate

TORINO. 25 LUG. Se si pensa al gioco d’azzardo, quasi sempre la prima cosa che viene in mente sono le slot machine. “Macchinette mangia soldi”: è questo il loro nomignolo più famoso. Sono loro, senza alcun dubbio, a rappresentare il pilastro imprescindibile di un fenomeno che sembra non conoscere alcuna crisi. A dirlo sono soprattutto i dati e le statistiche. Per alcuni le slot diventano una vera e propria passione. Ma, come sempre in questo caso, vi è l’altra faccia della medaglia. Perché i rischi sono davvero tantissimi, come illustra un articolo di Divergenti Festival.

Innanzitutto va detto che la probabilità di vincita non è quasi mai molto elevata. Infatti i casinò incassano buona parte delle giocate. Ciò accade perché questi trattengono una percentuale del denaro che i giocatori scommettono, mentre la restante viene destinata al pagamento del giocatore nel corso del tempo. Ma non è tutto. Molto spesso si verifica un falso guadagno. Questo avviene quando quando la quantità di denaro che il giocatore vince in un giro è inferiore alla quota che ha scommesso. Ergo si finisce per rimetterci, in quanto le vincite non sono superiori rispetto al denaro giocato e perso. Senza dimenticarsi di una vera e propria illusione del controllo, creata dal pulsante stop. In realtà però quest’ultimo non ha alcun impatto sulla giocata.

Ed è forse proprio sulla base di questi rischi che molte Regioni e molti Comuni hanno deciso di intervenire per porre dei limiti. Uno degli esempi è il Piemonte e il suo capoluogo Torino. Nella città della grande Mole è stato adottato un regolamento che fissa il tetto orario di funzionamento delle macchinette a otto ore al giorno, dalle 14 alle 18 e dalle 20 alle 24. Nonostante i numerosi ricorsi degli operatori del settore, Il Tar ha confermato il provvedimento. Queste le parole sulla questione della sindaca Chiara Appendino: “Il diritto alla salute e il ruolo della Città nel tutelarla resta per noi una priorità. Ribadisco la volontà di questa amministrazione di contrastare quella che a tutti gli effetti è una piaga sociale”.  La decisione dei giudici ha dimostrato che, in assenza di una normativa nazionale chiara, precisa e dettagliata, i Comuni hanno il diritto e la possibilità di intervenire. E, in un certo senso, anche il dovere.

Ma quali sono i dati delle slot machine in Piemonte? Secondo quanto detto dai Monopoli di Stato, in questa regione la spesa dei giocatori l’anno scorso è stata di un miliardo e 245 milioni. Gran parte dell’ammontare proviene da slot e videolottery, per le quali sono stati spesi 777 milioni, cifra calcolata al netto delle vincite. Considerando la popolazione dai 18 anni in su, sono circa 200 euro per ogni abitante in un anno. Numeri comunque abbastanza considerevoli. Insomma le macchinette mangiasoldi trovano nella terra piemontese un terreno abbastanza fertile. Ed è forse per questo che occorre comunque intervenire. Ogni cosa ha bisogno dei suoi spazi, ma anche dei suoi limiti.

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