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Fondazione San Michele Arcangelo, la replica: «Nomina di Maisto legittima, saranno le autorità a fare chiarezza»

Fondazione San Michele Arcangelo, la replica: «Nomina di Maisto legittima, saranno le autorità a fare chiarezza»
Un incontro presso la Fondazione con il cardinale Roberto Sarah

L’ente risponde alle accuse dell’ex presidente Luca Baravalle, rivendica la regolarità della nuova governance e ribadisce le contestazioni già trasmesse alle autorità competenti

La Fondazione San Michele Arcangelo rompe il silenzio e replica alle dichiarazioni dell’ex presidente Luca Baravalle, difendendo la legittimità della sua revoca e della successiva nomina di Giacomo Maisto alla guida dell’ente.

La presa di posizione arriva dopo le dichiarazioni con cui Baravalle aveva contestato la validità delle deliberazioni assunte dall’assemblea dei soci, sostenendo l’illegittimità della propria revoca e annunciando iniziative nelle sedi competenti.

Secondo quanto afferma la Fondazione in una nota, l’assemblea dei soci ha agito nel pieno rispetto dello Statuto e del Codice civile, deliberando la revoca dell’ex presidente e la contestuale nomina di Maisto. L’ente precisa inoltre che tutti gli adempimenti previsti dalla legge sono stati completati e che la nomina è pienamente efficace.

La Fondazione definisce quindi le contestazioni mosse da Baravalle «una personale interpretazione», sostenendo che ogni eventuale valutazione sulla vicenda spetti esclusivamente alle autorità competenti.

Le contestazioni sulla gestione

La parte centrale della replica riguarda le motivazioni che, secondo la Fondazione, hanno portato i soci a intervenire sulla governance dell’ente.

Sempre secondo quanto sostiene la Fondazione, tra i fatti denunciati alle autorità competenti figurano versamenti di denaro della Fondazione verso società riconducibili a Luca Baravalle, prelievi di contante ritenuti privi di adeguata giustificazione, spese presso strutture alberghiere di lusso e altri utilizzi delle risorse dell’ente ritenuti estranei alle finalità istituzionali.

La nota richiama inoltre presunti rilievi relativi all’impiego di risorse finanziarie ottenute attraverso affidamenti bancari garantiti dall’ex presidente della Fondazione, Daniele Nembrini, sulla cui destinazione e sul loro utilizzo sarebbero stati sollevati dubbi, anche con riferimento ai possibili effetti sull’ente e sul garante.

Sempre secondo quanto sostiene la Fondazione, Baravalle avrebbe inoltre impedito agli organi dell’ente di esercitare le attività di controllo, non convocando l’assemblea dei soci per circa due anni, omettendo la redazione e l’approvazione dei bilanci e non mettendo a disposizione la documentazione tecnico-contabile richiesta, nonostante le ripetute sollecitazioni.

La Fondazione precisa che tali contestazioni sono state portate all’attenzione delle autorità competenti, alle quali spetterà l’accertamento dei fatti.

La posizione sulla revoca

Nel comunicato viene respinta anche la tesi dell’ex presidente sulla presunta illegittimità dell’assemblea che ha deliberato la revoca.

Secondo la ricostruzione dell’ente, Baravalle avrebbe partecipato alla riunione anche quale presidente della Fondazione Baravalle, esprimendo, tramite un delegato, voto contrario alla propria revoca e alla nomina di Maisto. La Fondazione sostiene che ciò sia avvenuto in una situazione di conflitto di interessi e ricorda che all’ex presidente erano già stati rivolti ripetuti inviti a rassegnare le dimissioni.

L’ente aggiunge che, qualora Baravalle ritenga illegittime le deliberazioni adottate dall’assemblea, potrà far valere le proprie ragioni nelle sedi competenti.

Il riferimento a don Eugenio Nembrini

La nota si sofferma infine sulla posizione di don Eugenio Nembrini, affermando che non è mai stato coinvolto in procedimenti giudiziari riguardanti la gestione della Fondazione San Michele Arcangelo.

Per questo motivo, l’ente definisce false e lesive eventuali ricostruzioni che lo colleghino alla vicenda e annuncia iniziative a tutela della sua reputazione.

La Fondazione conclude confermando la fiducia nell’operato delle autorità competenti e ribadendo la volontà di collaborare affinché venga fatta piena luce sulla gestione dell’ente.