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Forma e sostanza. L’arte dello scultore Nazareno Biondo

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Forma e sostanza. L’arte dello scultore Nazareno Biondo
Forma e sostanza. L’arte dello scultore Nazareno Biondo

Abbiamo preso in prestito le parole scritte nei lontani anni Novanta da Giovanni Lindo Ferretti che, con il suo gruppo Consorzio Suonatori Indipendenti, cantava dell’interiorità e dell’esteriorità delle cose e delle persone nel singolo che in breve tempo ha scalato le classifiche.

E’ questa l’immagine che è arrivata alla nostra mente osservando l’arte di uno scultore contemporaneo che, con i suoi lavori, riesce nel contempo ad appagare la vista con la bellezza delle sue realizzazioni e, nel contempo, invita ad una riflessione più profonda su tematiche ampie ed importanti. Si chiama Nazareno Biondo, classe 1985, in tasca ha un diploma artistico e una laurea presso l’Accademia di Belle Arti a Torino, da subito si impone come scultore vincendo diversi premi in manifestazioni nazionali ed internazionali.

Il suo viso gentile ed i suoi modi garbati sono spesso celati dietro maschere che potrebbero ricordare il movimento “steampunk” con antipolvere ed occhiali protettivi, magari avvolto da una nube bianca generata dal marmo che sta lavorando.

Forma e sostanza. L’arte dello scultore Nazareno Biondo

L’Artista ci ha concesso un’intervista per permettere di scoprire di più la sua vena creativa, a partire da un’installazione che al primo sguardo ha rapito l’interesse di molti, a partire dai critici d’arte per arrivare al semplice curioso, che passeggiando lungo l’argine del Po a Torino, in località Murazzi ha visto la carcassa di una vecchia 500 L anni Settanta.

Incuria generalizzata e malcostume tipico, direte voi. Niente affatto, il veicolo segnato dal tempo non è di metallo, gomma e plastica ma è un blocco di marmo che splende tra l’acqua del fiume, la terra e l’erba dove si è arenato. Questa è “Old Lady”, ultima opera dell’Autore che per due giorni ha catalizzato l’attenzione dei passanti, per poi fare bella mostra di sé in uno dei palazzi storici del capoluogo piemontese: Palazzo Saluzzo Paesana che ospita un’esposizione personale delle opere del brillante Autore. Questi ci ha concesso un’intervista dove abbiamo scorso il suo importante cammino creativo, costellato di importanti risultati sulla scena artistica internazionale.

“Sono nato da vite precedenti”, esordisce Biondo, “perché è difficile definire chi sia –sé stesso-, conoscersi è come scavare dentro un blocco di marmo, si toglie per scoprire cosa sia utile…”.

L’Artista parla piano e lentamente, proprio come quando con gli attrezzi scava il marmo per far uscire la sostanza dell’oggetto. “Sono stato da sempre attratto dall’arte, già da piccolo avevo le idee chiare sul liceo artistico e l’accademia come mio percorso, e così è stato…”, prosegue, “nel tempo ho utilizzato diversi materiali per realizzare le mie opere da quelli più nobili come il marmo fino ad oggetti –di scarto- come copertoni usati”.

Forma e sostanza. L’arte dello scultore Nazareno Biondo

Il blocco da cui è nata la “Old Lady” è un enorme pezzo di marmo di Carrara da ben quindici tonnellate, acquistato nel 2013 per questo progetto e scolpito con cura dall’Autore. Oggi la 500 pesa circa un terzo, ma il materiale asportato a colpi di flessibile e scalpello, ha dato vita ad altri oggetti, in ottica di recupero come senso di rispetto verso la natura. Dal marmo scavato per realizzare l’auto, lo Scultore ha creato opere quali mazzi di banconote e lingotti d’oro, anche qui dove lo scarto si trasforma in qualcosa di valore, stimolo a riflettere su cosa si produca e cosa si consumi.

L’opera di Nazareno Biondo è una riproduzione perfetta in scala 1:1 dello storico mezzo della FIAT che ha segnato la motorizzazione di massa e con questa la nascita di un’epoca. Il mezzo porta su di sé i segni del tempo, ha la carrozzeria urtata, i vetri rotti e mancano alcune ruote, infatti è un “rifiuto eterno” realizzato con materiale pregiato che simbolizza perfettamente la cultura del consumo con la propria contraddizione di valore da un lato ed inutilità dall’altro. All’interno poi troviamo oggetti simbolici del percorso storico che ha fatto questo veicolo: una coperta, un muro di mattoni ed alcuni profilattici e mozziconi di sigaretta narrano delle esistenze che si sono accomodate sui sedili oggi consumati dal tempo.

L’auto è un’icona popolare, notissima a chiunque e non solo agli appassionati delle quattro ruote ed il collocarla nel fiume diventa un segno tangibile sul senso di inutilità delle cose che, finito il ciclo di utilizzo diventano materiale inutile e quasi pericoloso.

Forma e sostanza. L’arte dello scultore Nazareno Biondo

Uso, consumo e spreco nel ciclo produttivo di sempre. Il bianco del marmo sembra quasi scintillare tra il blu dell’acqua ed il verde-bruno dell’alveo del fiume, abbandonata alla forza della corrente che non la muove di un millimetro.

La piccola utilitaria è nel cuore di Torino, sotto gli occhi della Gran Madre, di Superga e della Mole Antonelliana che la osservano impotenti, nella loro potenza architettonica. La “Old Lady” arriva nel fiume la notte di Ognissanti, o anche la notte di Halloween e si pone come un fantasma accanto a quella riva che, al calare del sole si popola di disperati che cercano rifugio.

“L’idea di posizionarla in un luogo –mal frequentato- la notte è quella di pensare che l’arte sia per tutti”, ci spiega Biondo, “infatti nei due giorni in cui è rimasta esposta ha subito anche l’urto di bottiglie lanciate contro di lei, ha visto la visita di topi e nutrie che si sono aggirati al suo interno e poi le tante persone che si sono soffermate ad osservarla ed a scattare una foto”.

La piccola Fiat è una delle tante realizzazioni di questo Autore che scolpisce nel marmo oggetti di tutti i giorni, dai cartelli stradali alle tavolette di cioccolata oppure rifiuti come mozziconi e mascherine che simboleggiano ancora il senso di consumo e di rifiuto di una società basata sull’acquisto. Dopo il successo italiano delle opere di Nazareno Biondo, alcuni dei suoi pezzi partiranno per Miami negli Stati Uniti dove saranno esposti presso la notissima Art Basel, segno tangibile di un grande interesse per lo scultore italiano che continua a far parlare di sé. Roberto Polleri (Foto di Nazareno Biondo)

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