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Locana: cacciatore di 82 anni ucciso dopo essere stato scambiato per un animale

Locana: cacciatore di 82 anni ucciso dopo essere stato scambiato per un animale
Un cacciatore foto di Tima Miroshnichenko per pexels

La tragica battuta: dinamica e contesto

Nella mattinata del 5 ottobre 2025, nei boschi di Locana, in provincia di Torino, un uomo di 82 anni, Armando Dalla Bona, è stato colpito da un colpo di fucile esploso durante una battuta di caccia. Le prime indagini indicano che è stato erroneamente scambiato per un animale da un compagno di battuta.

Dalle ricostruzioni preliminari, la vittima non indossava i dispositivi ad alta visibilità che avrebbero potuto permettere di distinguerlo come persona umana, aumentando così il rischio di errore.

Soccorsi e constatazione del decesso

Sul posto sono intervenuti immediatamente il 118 e l’elisoccorso regionale, insieme ai carabinieri delle stazioni di Rivara e della compagnia di Ivrea, con il supporto della Sezione Investigazioni Scientifiche (SIS).

Purtroppo, nonostante l’intervento tempestivo, i soccorritori non hanno potuto far altro che constatare il decesso dell’82enne.

Indagini in corso e responsabilità ipotizzate

La Procura di Ivrea ha aperto un’inchiesta per omicidio colposo, al fine di accertare eventuali responsabilità individuali e verificare il rispetto delle normative venatorie e delle misure di sicurezza nella battuta.

Gli investigatori stanno raccogliendo dichiarazioni dei presenti, analizzando le posizioni dei cacciatori e verificando se le dotazioni obbligatorie (pettorine ad alta visibilità, segnaletica, posizionamento) fossero state rispettate.

Chi era la vittima

Armando Dalla Bona viveva a Montanaro ed era noto nella zona anche per il suo impegno nel volontariato.

Il luogo dell’incidente – una zona boscosa impervia sopra la frazione Zaunere – ha reso più complessi i rilievi e il recupero della salma.

Bilancio critico: sicurezza venatoria e regole da rafforzare

Il caso riaccende l’attenzione sul tema della sicurezza nelle battute di caccia. È il secondo grave incidente venatorio avvenuto in Piemonte in sole due settimane, con modalità simili: errori di identificazione e possibili carenze nelle misure di visibilità.

Molti esperti e associazioni richiedono controlli più rigorosi, regole più stringenti e formazione obbligatoria per i cacciatori, per evitare che passioni tradizionali diventino tragedie evitabili.