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Quattro chiacchiere con Villa Purple e il suo ideatore

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La merenda di Villa Purple
La merenda di Villa Purple
La merenda di Villa Purple

CUNEO. 24 MAG. Eccoci a fare quattro chiacchiere con l’ideatore di Villa Purple, Angelo Viola che a Bra si occupa di carne di qualità, cibi tradizionali e vini d’autore del Roero e delle Langhe.

E lo stesso Angelo Viola, da qui, probabilmente il nome di Villa Purple che esordisce: “L’idea di base è quella di non buttare via le tradizioni, tradizioni che a Bra sono molto forti e che vogliamo mantenere e diffondere. Per questo abbiamo deciso di fare alcune serate itineranti e di promozione del territorio dal punto di vista alimentare e di commercializzare alcuni prodotti che meritano”.

Ma veniamo a noi: qual è il suo ingrediente preferito ?

“Il sale. Da usare con equilibrio esalta il sapore.”

Quale o quali ingredienti non devono mai mancare in dispensa?

“L’olio. Deve essere di altissima qualità e italiano, bisognerebbe utilizzare meno il burro e più l’olio”.

Se doveste spiegare a qualcuno che non conosce il vostro stile, le etichette che commercializzate, la qualità che predicate come definiresti i vostri cibi, le carni e i vostri vini?

“Come il territorio che ne fanno parte, fatto di profumi e gusti, completato da eleganza e la delicatezza che contraddistingue anche la gente che vive qui”.

Considerando la specializzazione nella carne che vi contraddistingue, che piatto tipico della vostra zona ancora volete proporre al pubblico nelle serate di Villa Purple?

“Ormai andiamo verso l’estate e già, rispetto a quanto proporremo venerdì 27 maggio al Balilla di via Cesarea a Genova, stiamo organizzando un estate basata sul finger food con la rivisitazione di alcuni piatti tradizionali in collaborazione con la nostra amica e chef Sara Morgia.

Con l’autunno, invece, presenteremo, oltre a tutto ciò che è tradizione, tartufo bianco d’Alba compreso, il nostro fritto misto alla piemontese.

Un piatto di antica tradizione popolare, quando ancora gli animali venivano macellati a casa e per sprecare il meno possibile, si cucinavano le frattaglie. Gli animali di grossa taglia come l’agnello, il maiale o il vitello, dopo la macellazione, venivano suddivisi all’interno della famiglia allora patriarcale e le animelle, i rognoni, i filoni, la cervella, il fegato e i testicoli venivano impanati nel pan grattato e fritti in olio.

Nel corso degli anni la preparazione ha subito importanti aggiunte e data la facilità con la quale ormai si possono acquistare svariati tipi di carne, si può considerare e servire come piatto unico. Resta comunque un piatto del “dì di festa”, e abbinando il dolce con il salato, è stata aggiunta la mela e l’amaretto (prodotti comunque piemontesi), oltreché carni miste e diverse verdure. Infatti agli ingredienti tradizionali quali il fegato (fricassà nèira), polmone (fricassà bianca), rognone, salsiccia, cervella, animelle, amaretto, filoni, testicolo, carré di agnello, petto di pollo, melanzana, punta di cavolfiore, semolino dolce (polenta dossa, friciulìn), il tutto servito con carote al burro, adesso si usa integrare fettine di vitello, polpettine di carne mista, cosce di rana fritte, finocchi, carciofi”.

E che tipo di vino accosteremo in questo caso?

“Gli abbinamenti con il vino spaziano dai bianchi strutturati come il Roero Arneis ai rossi come il Barbera d’Alba e il Roero”.

Ha un debole per un vino in particolare ?

“Non ho dubbi: Il Monprà di Conterno Fantino. Con i suoi 45% Nebbiolo, 45% Barbera, 10% Cabernet Sauvignon è un vino che ha sempre qualcosa da dire nel tempo”.

Beh allora non resta che attendere la sera di venerdì 27 maggio l’appuntamento a Genova dal Balilla…

L’evento su Facebook di Villa Purple al Balilla: https://www.facebook.com/Villa-Purple-197388317268711