La tragica scoperta a oltre 3.000 metri di quota
Si è conclusa nel modo più doloroso la lunga attesa per la famiglia e la comunità di Pietra Ligure: questa mattina, a oltre dieci mesi dalla scomparsa, è stato ritrovato sulla parete nord del Monviso il corpo senza vita di Nicola Ivaldo, medico ortopedico di 66 anni molto conosciuto nel savonese. La salma è stata individuata nel canale Perotti, a 3.150 metri di altitudine, in una zona particolarmente impervia.
Le operazioni di recupero sul versante piemontese
Sul posto sono intervenuti l’elicottero dei Vigili del Fuoco, il personale del Soccorso Alpino e Speleologico Piemontese e il Soccorso Alpino della Guardia di Finanza. L’area del ritrovamento, caratterizzata da crepacci e pareti scoscese, ha reso particolarmente complesse le operazioni di recupero e le procedure di polizia giudiziaria. La salma sarà ora sottoposta a riconoscimento ufficiale e agli accertamenti di rito.
Una ricerca lunga dieci mesi
La vicenda era iniziata il 16 settembre 2024, quando l’auto di Ivaldo era stata rinvenuta nei pressi della diga di Pontechianale, in frazione Castello, senza alcuna traccia del medico. Fin da subito erano state attivate squadre di soccorso, droni ed elicotteri che avevano battuto per giorni i versanti del Monviso e del vicino Visolotto. Nonostante gli sforzi, le ricerche erano state sospese senza risultati, lasciando aperta una ferita nella comunità.
Il ritorno delle squadre e l’impiego dei droni
Nei giorni scorsi, su disposizione della Prefettura, le operazioni sono state riattivate. Con l’ausilio delle ultime tecnologie, tra cui droni di nuova generazione, i soccorritori hanno ripreso a scandagliare le aree segnalate dalle ultime rilevazioni telefoniche. Le condizioni meteo avverse avevano impedito di proseguire nella giornata di ieri, ma questa mattina i piloti hanno potuto completare i sopralluoghi individuando purtroppo i resti dell’escursionista.
Dolore e cordoglio in Liguria
La notizia ha scosso Pietra Ligure e tutto il savonese, dove Ivaldo era stimato non solo come professionista ma anche come persona profondamente legata al territorio. Colleghi, amici e pazienti hanno espresso messaggi di cordoglio, ricordandolo come un medico appassionato e un grande amante della montagna.
L’appello alla prudenza per le escursioni in solitaria
La tragedia riporta l’attenzione sulla pericolosità delle escursioni solitarie in alta quota, soprattutto in aree come il Monviso, dove le condizioni meteo possono cambiare rapidamente e i percorsi diventare insidiosi. Il Soccorso Alpino rinnova l’appello a pianificare con attenzione ogni uscita, informare qualcuno del proprio itinerario e dotarsi di dispositivi di tracciamento e comunicazione anche in zone isolate.















































