Operazione Digos a Torino: misure cautelari e perquisizioni
Questa mattina la Polizia di Stato di Torino, coordinata dalla Procura della Repubblica, ha eseguito dieci misure cautelari personali (con obbligo di firma o obbligo di dimora, con divieto di uscire tra le 19:30 e le 7:30) nei confronti di soggetti coinvolti in disordini durante manifestazioni. Le misure – disposte dal GIP – riguardano reati come resistenza aggravata a pubblico ufficiale, violenza privata aggravata e danneggiamento.
Contemporaneamente sono state eseguite 13 perquisizioni domiciliari delegate dalla Procura, legate a proteste recenti pro Palestina (22–24 settembre e 2 ottobre) nelle quali alcuni indagati risultano già destinatari delle misure cautelari odierne.
I fatti contestati: manifestazioni e scontri tra 2023 e 2024
Le accuse fanno riferimento a diversi episodi avvenuti fra il 2 ottobre 2023 e il 29 aprile 2024, durante manifestazioni a Torino e a Venaria:
- Il 2-3 ottobre 2023, al Festival delle Regioni, due cortei non autorizzati tentarono di forzare i blocchi della Polizia, con lanci, spinte, sputi e colpi con aste di bandiera.
- Il 17 novembre 2023, durante un corteo studentesco contro la riforma Valditara, i manifestanti avrebbero ignorato prescrizioni e attaccato il reparto mobile.
- Il 5 dicembre 2023, al Campus Einaudi, squadre antagoniste avrebbero impedito a un gruppo del Fuan di accedere, provocando scontri con agenti e feriti tra poliziotti.
- Il 13 febbraio 2024, manifestazione pro Palestina davanti alla sede Rai: tentativi di forzare sbarramenti, lanci di oggetti, aggressioni e danni incluso un McDonald’s, con feriti tra poliziotti e carabinieri.
- Il 29 aprile 2024, durante il G7 Clima a Venaria, un corteo non preavvisato avrebbe attaccato le forze dell’ordine con aste e oggetti, ferendo tre agenti e danneggiando un mezzo.
Secondo alcuni media locali, gli agenti feriti in questi eventi sarebbero oltre venti tra il 2023 e il 2024.
Denunce già depositate e quadro investigativo complessivo
Prima di oggi, la Polizia aveva denunciato 37 soggetti per reati analoghi: resistenza a pubblico ufficiale, oltraggio, violenza privata aggravata, danneggiamento, inosservanza degli ordini delle autorità.
Alcuni degli indagati per oggi sono già coinvolti nelle perquisizioni delegate, in particolare nelle indagini sui cortei recenti pro Palestina.
Attualmente il procedimento è nella fase delle indagini preliminari; i soggetti coinvolti restano presunti non colpevoli fino a pronuncia definitiva.















































