Scontri, incendi e aggressioni: gruppi violenti infiltrati tra i manifestanti
Sabato 31 Torino è stata teatro di gravi disordini durante il corteo organizzato in sostegno del centro sociale Askatasuna. Intorno alle 17.50 sono esplose le prime bombe carta, aprendo una sequenza di episodi violenti che ha interessato diverse zone del centro cittadino.
Il corteo, composto da circa 20mila persone, si è rapidamente trasformato in uno scenario di guerriglia urbana. Pietre, bottiglie e oggetti vari sono stati scagliati contro le forze dell’ordine mentre cassonetti, bancali e persino una camionetta della polizia venivano dati alle fiamme. La situazione è degenerata soprattutto lungo corso San Maurizio, dove si sono concentrati gli episodi più gravi.
Aggressione a un agente e gestione degli scontri
Durante gli scontri, l’agente Alessandro Calista è stato circondato e aggredito da un gruppo di undici individui, uno dei quali arrestato immediatamente. L’attacco ha messo in luce il livello di organizzazione dei soggetti coinvolti, che hanno approfittato della confusione generata dal corteo per colpire in modo coordinato le forze dell’ordine. Altri agenti hanno dovuto intervenire per ristabilire il controllo e proteggere gli operatori in difficoltà.
Infiltrazioni di gruppi organizzati
Le autorità hanno confermato la presenza di circa 1.500 soggetti tra antagonisti e anarchici, definiti “professionisti della violenza”. Provenienti da diverse città italiane e dall’estero, questi gruppi si sono inseriti tra i manifestanti con l’obiettivo di provocare disordini e atti vandalici. Gli investigatori hanno rilevato un chiaro tentativo di sfruttare la manifestazione di massa come copertura per azioni violente e danneggiamenti mirati.
Dispositivo di sicurezza e controlli
Nei giorni precedenti al corteo, la Digos e le altre strutture della Polizia di Stato avevano predisposto un ampio piano di sicurezza su strade, autostrade, stazioni ferroviarie e presso l’aeroporto di Torino Caselle. Tra venerdì e sabato sono state identificate 772 persone, mentre dieci soggetti sono stati accompagnati in questura. Le forze dell’ordine hanno emesso ventiquattro fogli di via, dieci avvisi orali e sette Daspo urbani. Nonostante queste misure preventive, l’infiltrazione dei gruppi violenti ha comunque determinato l’escalation degli scontri nel centro cittadino.
Impatto sulla città e reazioni istituzionali
I disordini hanno causato disagi significativi al traffico, all’attività commerciale e alla vita quotidiana dei residenti. Alcune strade sono state temporaneamente chiuse e le linee del trasporto pubblico hanno subito rallentamenti. L’amministrazione comunale ha condannato fermamente la violenza, ribadendo l’importanza del diritto alla manifestazione pacifica ma sottolineando la necessità di garantire la sicurezza dei cittadini e degli operatori di polizia.
Secondo fonti della questura, le autorità continueranno le indagini per identificare tutti i partecipanti responsabili degli atti violenti e rafforzare ulteriormente i controlli nei prossimi eventi di piazza, prevenendo infiltrazioni e scontri futuri.















































